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Chiesa di San Pietro

Chiesa di San Pietro

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La parrocchiale di San Pietro in Vincoli si trova a s. entrando nell'abitato di Ittiri.

Il contesto ambientale
La chiesa è nel centro storico del paese.

Descrizione
La parrocchiale di San Pietro in Vincoli è documentata per la prima volta nel resoconto della visita pastorale effettuata dall'arcivescovo turritano Salvator Alepus nell'anno 1553.
Nel 1881, su progetto dell'architetto Salvatore Calvia e con il concorso dei migliori professionisti ittiresi, si diede inizio alla demolizione dell'antica facciata, più arretrata, e alla ricostruzione dell'attuale neoclassico avancorpo in vulcanite rossa. I lavori di ristrutturazione della chiesa si conclusero quindici anni dopo nel 1895. Il 26 settembre del 1896, come attesta una lapide marmorea all'interno della chiesa, l'arcivescovo turritano Marongio Del Rio ne consacrava solennemente l'altare maggiore.
La chiesa è a navata unica absidata, con cinque cappelle laterali per lato, alcune gotiche, con volta stellare, facenti parte della costruzione originaria (forse del XV secolo), altre con volta a botte. L'abside ha una bella volta stellare. Il campanile ha la parte bassa quadrata, e la parte alta ottagonale aggiunta in seguito.
Nelle cappelle del Cristo, di Sant'Antonio e nel presbiterio si vedono dipinti murali del pittore fotografo Baldassarre Manca (Ittiri 1886-1930), mentre la cappella di San Narciso è decorata con un dipinto di Mario Paglietti.
Ancora nella cappella di Sant'Antonio, nel muro su cui poggia l'altare, nella parte esterna e in pratica nell'orto della casa parrocchiale, si trova una piccola apertura (ora murata) che immette in una cripta sotterranea della quale s'ignora la grandezza.
Fino al 1835 si seppellì prevalentemente in questa chiesa o nel convento, raramente invece in quella di Monserrato e di Santa Croce.
Negli anni 1946-48 si rifece completamente il pavimento interno con mattonelle di graniglia, sostituendo quello ottocentesco in mattoni ottagonali di lavagna, uniti con altri di forma quadrata in marmo bianco.
Dall'interno della cripta, secondo la testimonianza di don Ignazio Carassino, è possibile notare che i pilastri cruciformi della chiesa poggiano direttamente sul pavimento del sotterraneo. In una delle tante ristrutturazioni, la chiesa deve aver subito un rialzamento del piano pavimentale.

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