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Necropoli di Ponte Secco

Necropoli di Ponte Secco

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Percorrere la S.S. 131 in direzione di Porto Torres. Al bivio per Bancali invertire la direzione di marcia; oltrepassare la strada che conduce all'area archeologica di Monte d'Accoddi e procedere ancora per 750 metri: la necropoli è ben visibile sulla bassa costa calcarea orizzontale che ha inizio praticamente dalla strada e procede perpendicolarmente ad essa.

Il contesto ambientale
L'area funeraria è situata in un costone calcareo, a breve distanza dall'altare di Monte d'Accoddi, nella Nurra, regione della Sardegna nord-occidentale.

Descrizione
La necropoli è costituita da 13 domus de janas del tipo a proiezione longitudinale e a proiezione verticale con pozzetto.
La tomba I, presenta un breve "dromos", un'anticella e una camera principale dalla quale si accede a sei cellette laterali. I portelli sono decorati con cornici a rincasso, mentre sulle pareti laterali dell'anticella sono presenti delle protomi bovine di tipo schematico triangolare. La tomba II o "tomba Bassu", si compone di otto ambienti: i vani sono disposti intorno alla cella centrale e presentano uno sviluppo prevalentemente rettilineo (lungh. m 10; largh. m 10). La tomba IIA o "tomba delle protomi" si presenta fortemente degradata. L'ipogeo, con ingresso sopraelevato rispetto al piano di campagna, presenta uno sviluppo planimetrico complesso (lungh. m 10; largh. m 8,00), con tredici vani a pianta curvilinea distribuiti attorno a due vani centrali. L'anticella presenta – sulle pareti laterali e in quella frontale – ricche decorazioni parietali scolpite a rilievo costituite da due tavole d'offerta e da quattro file di tre protomi bovine in stile naturalistico.
La tomba III presenta uno schema planimetrico generale a "T", con accesso sopraelevato sul piano di campagna e portello d'ingresso con cornice negativa quadrata. L'anticella immette - attraverso due gradini deiscendenti e un portello con cornice e architrave superiore in rilievo - nella cella principale con pilastro quadrangolare e tre celle sussidiarie ad alcova di pianta subrettangolare con portellini trapezoidali.
La "tomba IV", molto degradata, si compone di un "dromos" e di un padiglione con due ingressi, forse l'antica anticella oggi aperta sulla fronte. La cella principale, con colonna circolare e volta a unico spiovente, immette in un ambiente a pianta semicircolare. Nella cella si affacciano, sulla parete destra, altri due vani coassiali a pianta semicircolare e rettangolare. Sulla parete di fondo, attraverso un portello di forma trapezoidale, decorato sul lato superiore da un duplice motivo, in rilievo, di doppie protomi schematizzate, si accede ad una cella rettangolare, coassiale con un'altro ambiente semicircolare. La tomba VI o "tomba del capovolto", anch'essa molto degradata, presenta uno sviluppo planimetrico simile a quello della "tomba delle protomi". È caratterizzata, inoltre, dalla presenza di motivi figurativi schematici incisi: sulla parete di fondo del piccolo padiglione, a sinistra del portello, si rilevano alcune figurette antropomorfe capovolte, del tipo a "candelabro" con bracci curvilinei, mentre doppie corna rettilinee sormontano il portello. Accanto erano presenti varie coppelle emisferiche, anch'esse di significato sacro. Di notevole interesse i materiali restituiti dalle sepolture -tra i quali alcuni idoli di dea-madre, bottini perforati e "brassard"- riportabili alla cultura di Ozieri (3200-2800 a.C.) e del Vaso Campaniforme (2100-1800 a.C.).

Storia degli scavi
Il complesso ipogeico è stato indagato nel 1952 da Ercole Contu (tomba I), nel 1970 da Antonello Baltolu (tomba II) e nel 1979 da Maria Luisa Ferrarese Ceruti (tombe III, IV, V).

Bibliografia
E. Contu, "Ipogei eneolitici di Ponte Secco e Marinaru presso Sassari", in [i]Studi Sardi[/i], XII-XIII, 1952-5, pp. 19-81;
E. Contu, "Notiziario-Sardegna", in [i]Rivista di Scienze Preistoriche[/i], XVI, 1961, pp. 275-276;
E. Contu, "Notiziario-Sardegna", in [i]Rivista di Scienze Preistoriche[/i], XXV, 1970, pp. 431-437;
M. L. Ferrarese Ceruti, "Le necropoli di Su Crucifissu Mannu-Portotorres e di Ponte Secco-Sassari", in [i]Atti del I Convegno di Studio, La cultura di Ozieri: problematiche e nuove acquisizioni, (Ozieri, Gennaio 1986-Aprile 1987)[/i], a cura di L. Dettori Campus, Ozieri, Il Torchietto, 1989, pp. 37-47;
E. Contu, "L'altare preistorico di Monte d'Accoddi-Sassari e il suo territorio", collana [i]Sardegna archeologica - Guide e itinerari[/i], 29, Sassari, Carlo Delfino, 2000, pp. 17-23;
G. M. Demartis, [i]Le Domus de Janas della Nurra[/i], Piedimonte Matese, Imago Media, 2001, p. 51.

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