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nuraghe Coa de Serra e betilo di San Pietro in Golgo

nuraghe Coa de Serra e betilo di San Pietro in Golgo

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Dal centro di Baunei si prende la strada che conduce all'altopiano del Golgo, seguendo l'indicazione per la chiesa di San Pietro. Giunti sulla sommità si prosegue sulla strada principale per circa km 5 fino a trovare una deviazione, sulla d., indicata da un cartello per il nuraghe. Si prosegue sulla strada bianca per circa km 2 sino al complesso nuragico. Si procede sulla strada principale per poco più di un chilometro e si arriva sul posto, alla chiesa di San Pietro.

Il contesto ambientale
Il nuraghe Coa 'e Serra sorge nella parte meridionale della valle del Golgo.

Descrizione
Il monumento, di difficile lettura planimetrica a causa dei crolli e della fitta vegetazione arbustiva, appare costituito – a N – da un mastio di pianta circolare circondato da un bastione, forse trilobato, di cui è visibile - nel quadrante esposto ad O - una torre di pianta circolare con ingresso di luce ogivale.
La camera del mastio è ingombra di macerie, ma sul piano di crollo è possibile scorgere un corridoio sottostante coperto a piattabanda che si collegava - a S - con un vano di forma all'incirca ovale. L'opera muraria di queste strutture è costituita da blocchi di basalto di medie e grandi dimensioni disposti a filari regolari. A S di questo ambiente si trova un edificio di pianta grosso modo trapezoidale. Il paramento murario esterno di questo edificio risulta differente rispetto a quello del bastione: infatti i massi sono disposti a filari irregolari e le loro dimensioni aumentano verso l'alto. Un ingresso rettangolare, architravato e sormontato da un finestrello di scarico, introduce alla camera di pianta ovale. Attorno sono presenti tracce di un villaggio di età nuragica.
Davanti alla chiesa di San Pietro fu sistemato, nel 1974, un betilo antropomorfo (m 1,21 di altezza). Il monolite, ubicato in origine ad un centinaio di metri più lontano, reca scolpito in rilievo - nella parte mediana - un volto umano. Questa rappresentazione suggerisce il confronto con le protomi antropomorfe rilevate sul fusto troncoconico dell'insegna liturgica in bronzo di Santa Maria di Tergu, datata all'VIII sec. a.C. Difficile dire se si tratti della rappresentazione di un dio o di un "ritratto intenzionale" del defunto: il manufatto in origine si associava ad una tomba megalitica.

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