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Villagrande Strisaili

Villagrande Strisaili

Villagrande Strisaili, area archeologica di Sa Carcaredda

Il paese di Villagrande (Biddamanna in sardo) sorge al centro dell'Ogliastra, sulle montagne del Gennargentu, a circa 700 m slm, a pochi minuti di macchina dagli splendidi litorali orientali. Il toponimo nasce dalla traduzione italiana di Bidda Manna (paese grande), con l'aggiunta del termine Strisaili, in epoca medievale Estirgaili, che alcuni ritengono derivi dal sardo "tres ailes", tre ovili. Secondo alcune leggende che si raccontano in paese, il centro abitato sarebbe nato in seguito all'insediamento di alcuni pastori provenienti dal vicino paese di Talana o da Desulo.
 
Numerose tracce dell'epoca nuragica punteggiano il territorio di Villagrande, ad indicare il particolare interesse che le popolazioni sarde sempre ebbero per quest'area geografica, ricca di corsi d'acqua e di fonti di approvvigionamento. I motivi di una visita a Villagrande sono molteplici e in gran parte legati alla sua posizione felice, circondata da montagne ancora incontaminate e da querceti, rovereti e lecceti secolari. Di particolare interesse è il parco di Santa Barbara, un vero tempio della vegetazione boschiva, all'interno del quale ci si può anche imbattere in una tomba di giganti, traccia inconfondibile della civiltà nuragica. Dal punto di vista archeologico sono notevoli i motivi di interesse di Villagrande. Nel complesso di S'Arcu ‘e Is Forros, nelle vicinanze dell'invaso artificiale dell'Alto Flumendosa, accanto ad un nuraghe a pianta trilobata e ad alcuni edifici abitativi sorge un grande tempio a megaron, in grossi blocchi sbozzati di granito e scisto. In località Troculu, invece, in prossimità di due nuraghi e di un villaggio, si conserva una tomba di giganti, che in realtà è stata smontata e spostata dal luogo in cui si trovava originariamente a causa della realizzazione della strada a scorrimento veloce Nuoro-Lanusei. Quattro tombe di giganti nei pressi di un rarissimo tempio in antis e di un villaggio nuragico costituiscono infine l'area archeologica di Sa Carcaredda, in località Funtana 'e Binu. Ma il vero punto di forza Villagrande Strisaili risiede nelle sue tradizioni, mantenutesi pressoché inalterate da tempi antichi. Come in molti altri paesi delle regioni centrali della Sardegna, una delle feste più sentite è quella che si celebra il 16 gennaio in onore di S. Antonio Abate, con l'accensione di grandi falò in ciascun rione del paese, mentre pochi giorni più tardi (il 20 gennaio) si celebra la festa di S. Sebastiano, durante la quale si porta in processione una statua del santo addobbata con rami e frutti d'arancio.
 
La festa patronale è quella in onore di S. Gabriele, il 1 agosto, ma una delle più sentite, il 9 luglio, è la celebrazione in onore di S. Barbara. Si tratta di una sagra campestre che si svolge nel parco omonimo, dove si trova la chiesetta intitolata alla Santa. Qui, la sera prima della festa vera e propria, viene portato in processione il simulacro di S. Barbara, accolto dai fedeli che ballano il ballo sardo. Il giorno successivo "is cumandaos", speciali incaricati, recano nelle case del paese in segno di buon auspicio per i fedeli la corona d'argento che orna il capo della Santa ed una torre in miniatura che evoca il luogo in cui fu tenuta prigioniera. Ma anche le tradizioni gastronomiche di Villagrande sono fortemente conservative e tramandano sapori e profumi arcaici di grande fascino. I culurgiones sono i tipici ravioli ogliastrini, che qui sono preparati con patate, formaggio di pecora e di capra, basilico e strutto, mentre la paniscedda è un dolce unico fatto di pane condito con miele, uva e mandorle, che non si ritrova altrove. Uno dei prodotti in cui Villagrande eccelle è però indubbiamente il prosciutto, fatto solo con la carne di maiali allevati allo stato brado sui monti del paese.

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