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Osini

Osini

Osini, nuraghe Serbissi

Nato nel 1951 al centro dell'Ogliastra come ricostruzione di un paese devastato da un'alluvione, Osini è inserito in uno scenario montano selvaggio e incontaminato. La modernità dell'attuale abitato convive con un toponimo molto antico, di probabile origine prelatina. Nel Medioevo il paese originario apparteneva alla curatoria di Ogliastra, nel Regno giudicale di Calari. Successivamente passò sotto il Giudicato di Gallura; dal 1324 appartenne al Regno catalano aragonese e divenne, nel 1325, proprietà feudale di Berengario Carròs i cui discendenti, nel 1363, ottennero il titolo di conti di Quirra. Dopo la morte di Violante Carròs, avvenuta nel 1511, il feudo passò ai Centelles, e successivamente alla famiglia Borgia. Nel 1891, successivamente ad un breve controllo da parte della famiglia Català, Osini divenne feudo di Osorio de la Cueva, fino al 1840. A causa della terribile alluvione del 1951, il paese venne abbandonato e rifondato un chilometro più a nord. Ma nella Osini storica ancora si conservano vecchie case disabitate e la chiesa: un paese fantasma sospeso e immoto.
 
La parrocchiale, intitolata a Santa Susanna, risaliva alla fine del XVII secolo. Nel territorio si trovano le due chiese campestri di San Giorgio di Suelli, costruita nella spaccatura del Tacco di Osini, e di Santa Lucia, in località Flumini. Lo splendore dell'altopiano di Taccu, connotato dalla suggestiva Gola o Scala di San Giorgio, rappresenta un polo di sicura attrattiva per il visitare interessato a conoscere una Sardegna aspra e selvaggia. La Gola di San Giorgio è un vero e proprio monumento naturale della Sardegna, un angusto passaggio che fende due alte pareti calcareee e dolomitiche. La tradizione racconta che il vescovo San Giorgio, durante uno dei suoi primi viaggi nei paesi della diocesi, giunse intorno al monte attorno al quale avrebbe dovuto fare un giro oppure scalarlo. Il Santo recitò quindi una preghiera che fece aprire un varco, da quel momento chiamato Scala di San Giorgio.
 
La punta più alta della Scala è "Su Casteddu", forse in riferimento ad un castello di età medioevale. Inoltre, il territorio accoglie i nuraghi di Sanu e Orottu, e il sito di Serbissi, risalenti al XVI-VI secolo a. C.. Il nuraghe Sanu presenta uno schema a monotorre a tholos, con struttura muraria molto curata ed elaborata, e si trova vicino anche anche a due tombe di giganti. Il nuraghe Orrottu presenta anch'esso un monotorre a tholos composto da conci calcarei. Non distante si trova una capanna costituita da un vano di forma circolare e da un atrio antistante l'ingresso. In posizione molto elevata, a 960 metri sul livello del mare, è il complesso di Serbissi, costituito da un nuraghe a tholos e da un villaggio di capanne. Nell'area sottostante il sito è scavata una grotta, probabilmente sede di conservazione degli alimenti. Osini vive momenti di aggregazione collettiva in occasione della festa San Giorgio, patrono del paese, che ricorre il 24 aprile. Il 14 e 15 agosto si celebra la Madonna di Taccu e infine, sempre in agosto, la festa di Santa Susanna.

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