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Villaperuccio

Villaperuccio

Villaperuccio, Necropoli di Montessu

L'attuale centro urbano nacque probabilmente in seguito all'arrivo di comunità monastiche in Sardegna tra l'XI ed il XII secolo, che rivitalizzarono l'economia di intere aree. Appartenuto in epoca medievale al Giudicato di Calari, dal 1257 passò nelle mani dei Donoratico della Gherardesca e conobbe nei secoli alterne vicende. È comune autonomo dal 1978. L'abitato si distende lungo la strada principale che percorre per alcuni chilometri il centro urbano. La chiesa parrocchiale, dedicata alla Madonna del Rosario, fu costruita nel 1913, in seguito alla donazione testamentaria di un ricco proprietario locale, tale Bartolomeo Argiolu, di numerosi terreni alla parrocchia, avvenuta alla metà del XIX secolo; per l'esecuzione del testamento chiese però la costruzione di una chiesa da dedicare alla Madonna del Rosario. 
 
Il principale motivo di interesse di Villaperuccio è costituito dalle sue emergenze archeologiche. Uno dei siti più celebri di tutta la Sardegna è la necropoli di Montessu, che si apre sul versante di una collina trachitica con parecchie decine di domus de janas. Si tratta della più vasta necropoli a domus de janas di tutta la Sardegna meridionale e presenta tombe dalla planimetria assai varia, spesso di dimensioni molto differenti. Si distinguono tra tutte due sepolture particolarmente belle. La prima è la "tomba delle spirali", decorata all'interno con denti di lupo nell'anticella, una protome taurina nella parete d'ingresso della cella, numerose spirali (simboleggianti gli occhi o i seni della dea madre), motivi a candelabro ed infine la falsa porta sul fondo ad indicare il passaggio verso l'aldilà. La seconda tomba, detta "delle corna", appartiene al tipo a proiezione verticale e presenta, scolpite sulla volta e sul gradino all'ingresso, numerose corna di varia foggia, alludenti al dio toro. Non lontano dalla necropoli si possono vedere ancora in situ giganteschi menhir aniconici. Tra questi il più grande è il monolito di Su Terrazzu, alto 5 m circa e mutilato da un fulmine della parte superiore, noto col nome di Luxia Arrabiosa.
 
Questo epiteto (Lucia Rabbiosa) è legato ad una leggendaria gigantessa locale, che avrebbe portato il pesante masso fino a S. Antioco per la costruzione del ponte che avrebbe collegato l'isola alla terraferma. Avendo trovato tale ponte già costruito, Luxia sarebbe tornata a casa col pesante carico e per la rabbia dell'inutile fatica lo avrebbe violentemente scagliato al suolo. Ma le campagne di Villaperuccio presentano anche altri motivi di interesse. Il medau o furriadroxiu (caratteristico agglomerato rurale di piccole dimensioni del Sulcis) di Is Meddas, a pochi chilometri dal paese, è particolarmente grazioso perché conserva la struttura originaria, con la corte centrale a pianta quadrata, su cui si affacciano le basse abitazioni dei contadini ed il palazzotto del proprietario della zona.

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