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Castello Doria

Castello Doria

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Si lascia la SS 131 dopo il bivio per Ozieri, per imboccare la 127 in direzione Tempio Pausania. Dopo una ventina di km si giunge all'abitato di Chiaramonti, nella cui parte alta si trova il castello.

Il contesto ambientale
L'abitato di Chiaramonti si colloca nelle vicinanze del riu Iscanneddu, corso d'acqua che percorre l'Anglona, in una zona ricca di siti archeologici risalenti all'epoca nuragica.

Descrizione
Il castello di Chiaramonti, come molti altri nel Nord dell'isola, era un possedimento della famiglia Ligure dei Doria e faceva parte della linea difensiva messa in atto dai liguri per proteggere i loro possedimenti in Anglona. Questi, nel XIV secolo, si opposero fieramente all'avanzata delle truppe catalano-aragonesi in Sardegna, intessendo una rete di fortificazioni atte a presidiare il territorio.
Una di queste strutture è proprio il castello di Chiaramonti: questo deve la sua denominazione dal cognome materno di Brancaleone Doria, marito di Eleonora d'Arborea. Proprio nel XIV secolo questa struttura fu oggetto di contese da parte del sovrano d'Arborea, Mariano IV, che bramava di possedere Chiaramonti, così come il re Pietro IV d'Aragona sperava a sua volta di entrarne in possesso grazie alle nozze di un suo cortigiano con la sorella di Brancaleone Doria.
In origine il castello doveva essere costituito da una torre a pianta quadrata inserita in una cinta di mura contenente un fabbricato atto ad ospitare milizie. Di questo non resta che la sagoma della torre, poiché tutto il resto è stato riconvertito in epoca aragonese in una chiesa. Questa oggi appare come un edificio mononavato, con otto cappelle che si aprono ai lati; nella zona absidale si intravedono i resti delle volte a crociera costolonate, mentre addossato ad uno dei fianchi della chiesa si trova quello che sembra un campanile, realizzato in conci di calcare bianco.

Storia degli studi
Come per molte delle fortificazioni medioevali in Sardegna, non abbondano gli studi sul castello di Chiaramonti. Come indicazione bibliografica si può far riferimento allo studio di Foiso Fois nel volume "Castelli della Sardegna medioevale", del 1992, dove si legge una breve descrizione corredata da fotografie.

Bibliografia
R. Carta Raspi, [i]Castelli medioevali di Sardegna[/i], Cagliari, 1933;
F. Fois, [i]Castelli della Sardegna medioevale[/i], a cura di B. Fois, Cinisello Balsamo, Amilcare Pizzi, 1992, pp. 282-284.

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