Lingue

Inizia qui il tuo viaggio

Inserisci il nome del porto o la località da cui desideri partire per pianificare il tuo viaggio

Accesso utente

Or log in with...

chiesa di Santa Barbara

chiesa di Santa Barbara

Sinnai, Chiesa di Santa Barbara Vergine

Dalla SS 554 si entra nella SP 15 e si attraversa il paese di Settimo San Pietro. Una volta entrati a Sinnai si percorre tutta la via Roma fino a piazza Chiesa.

Il contesto ambientale
Il paese si trova a circa 15 km a Est-Nord-Est da Cagliari, sui primi rilievi collinari dei versanti occidentali del massiccio del Serpeddì-Sette Fratelli.

Descrizione
Le forme attuali della parrocchiale di Santa Barbara sono il risultato di diverse sovrapposizioni e aggiunte che la chiesa ebbe a subire nel corso dei secoli. Della struttura originaria, riconducibile alla tipologia del Tardogotico sardo-catalano, e databile attorno alla metà del XVI secolo, è ancora individuabile l'impianto a navata unica con volta a sesto acuto scandita da sei sottarchi, e contrafforti laterali tra i quali in momenti diversi furono aperte le cappelle.
Nell'inventario redatto nel 1591 in occasione della visita pastorale dell'arcivescovo di Cagliari Delvall è nominata la cappella delle Anime del Purgatorio, che, generalmente, si trovava alla base della torre campanaria: ciò porta a pensare che a quella data pure il campanile, sulla destra in asse con la facciata, esistesse già, come comprova peraltro un documento del 1616 nel quale si dice che esso era ormai vecchio e pericolante.
L'edificio è caratterizzato dalla presenza di due transetti: ne risulta una pianta a croce con due bracci di diversa lunghezza. Il primo transetto sorse in un momento molto vicino a quello della fondazione tardogotica; il secondo, con bracci più lunghi, più ampi ed alti di quelli del primo, fu concluso entro il 1641, come testimonia un'iscrizione incisa sul tamburo dell'ampia cupola che si innalza all'incrocio col braccio del coro. Il passaggio dalla forma quadrangolare del presbiterio a quella ottagonale d'imposta della cupola è permesso da quattro raccordi a scuffie di tipo catalano (mezze volte a crociera nervate e gemmate); i bracci del transetto e l'abside hanno volta a botte. L'arco trionfale che introduce alla zona presbiteriale ha una decorazione a motivi geometrici alternati a motivi floreali. Illumina l'ambiente la luce che entra dagli oculi della cupola.
La diversità delle aperture e delle coperture delle cappelle testimonia dei differenti momenti in cui esse vennero edificate: circa all'ultimo quarto del XVI secolo la prima a destra (sotto il campanile), con arco di ingresso a tutto sesto e volta a crociera con mensole di imposta con decorazione a foglia mossa; nel XVII secolo la seconda e la quarta a destra e la sesta a sinistra, tutte con arco a sesto acuto e con volta a botte tranne la quarta a destra che ha volta a crociera costolonata e gemma pendula nella chiave di volta; al 1870 risale la prima cappella a sinistra, con arco ogivale e volta a botte mentre le restanti (3a e 5a a destra, 2a, 3a, 4a, e 5a a sinistra) risalgono al XVIII secolo, tutte hanno per apertura un arco a tutto sesto e copertura a botte.
La facciata, di stampo neoclassico, è suddivisa da quattro paraste in tre specchi, il centrale dei quali, entro cui è il portale lunettato, è inquadrato da coppie di lesene che sorreggono un timpano triangolare. Nel 1962 si è provveduto a rivestire di travertino tutta la facciata e parte del campanile e nel frontone è stata collocata una statua di Santa Barbara.
Il campanile a pianta quadrata, ricostruito nel 1870, si sviluppa su tre ordini. Il secondo, con angoli smussati che fanno da base a quattro colonnine, ospita le campane e si conclude con un alto parapetto. Al culmine si imposta un tamburo ottagonale cupolato. Lungo i fianchi della chiesa sporgono i corpi di fabbrica delle cappelle e i bracci del transetto.

Bibliografia
R. Serra, "Le parrocchiali di Assemini, Sestu e Settimo San Pietro. Note per una storia dell'architettura tardogotica in Sardegna", in [i]Atti del XIII congresso di storia dell'architettura. Sardegna[/i], I, Roma, 1966, pp. 225-243;
A. Anedda, [i]Sinnai e le sue chiese. Guida storico-artistica[/i], Cagliari, Tea, 1982;
M. Corda, [i]Arti e mestieri nella Sardegna spagnola. Documenti d'archivio[/i], Cagliari, CUEC, 1987;
M. G. Scano Naitza - F. Virdis, "Nuovi documenti per la parrocchiale di Santa Barbara di Sinnai e considerazioni su alcune statue lignee nella Sardegna meridionale", in [i]Aristeo. Quaderni del Dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche dell'Università di Cagliari[/i], I, n. 1, 2004, pp. 295-315;
C. Perra, [i]Storia di Sinnai dalle origini al 1960[/i], Sinnai, Associazione culturale Su Fermentu, 2005;
A. Pistuddi, "Parrocchiale di Santa Barbara, Sinnai", in [i]I gioielli dell'architettura religiosa[/i], Dolianova, Grafica del Parteolla, 2005, pp. 249-265.

Aggiungi a itinerario
add_to_x_block: 

In prossimità

Itinerari

Cagliari, cimitero monumentale di Bonaria
No votes yet
Dettaglio della facciata
Average: 1.5 (2 voti)
Le collezioni del Museo
Average: 1 (1 voto)
Maestro di Castelsardo, particolare del retablo di Tuili
Average: 1.3 (4 voti)
Turri parrocchia S. Sebastiano
Average: 3 (2 voti)
Sant'Anna Arresi, le dune di Porto Pino
Average: 3 (1 voto)